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Post con #feltrinelli

IL SOGNO DI ANNA IN PUGLIA

19 Febbraio 2017, 18:10pm

Pubblicato da Lucia Tilde Ingrosso

IL SOGNO DI ANNA IN PUGLIA


Tre giorni, centinaia di ragazzi, domande, dediche, consigli, complimenti. "Voglio diventare come lei", "Il sogno di Anna l'ho letto due volte", "Mi sono immedesimata moltissimo", "Quando esce il prossimo?"


Emozioni a mille. E la sensazione che questo romanzo, che piace a ragazzi e insegnanti, possa portare davvero qualcosa di buono.
Grazie ad agenti e librai che in Puglia lavorano per diffondere la cultura e che mi hanno regalato tre giorni bellissimi, fra Adelfia, Acquaviva delle Fonti, Gioia del Colle e Taranto.

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IL SOGNO DI ANNA SUL CORRIERE DI NOVARA

3 Febbraio 2017, 10:44am

Pubblicato da Lucia Tilde Ingrosso

"Sogni e nuovi progetti, il giallo del talent, persone che cambiano e ci sorprendono, tra tematiche adolescenziali e impegno civile: un giusto mix per un romanzo da leggere"

 

Bella recensione del romanzo young adult Il sogno di Anna (Feltrinelli) sul Corriere di Novara a firma Eleonora Groppetti.

IL SOGNO DI ANNA SUL CORRIERE DI NOVARA

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Pubblicato da Overblog e Twitter

28 Novembre 2016, 10:24am

Pubblicato da Lucia Tilde Ingrosso

Leggere è meraviglioso, peccato che i nostri figli non lo capiscano. Costretti a letture noiosissime, distratti da smartphone e Internet, incapaci di cogliere la bellezza dei libri. Ma la colpa spesso non è loro, ma nostra.

Ecco qualche suggerimento per appassionare bambini e ragazzi alla lettura. Tutti rigorosamente provati sul campo.

1. Leggere è bello. La lettura non è un penoso dovere, ma un piacere. Quando leggiamo con i nostri figli, troviamo il momento e il posto adatto (tranquillo, comodo, ben illuminato). Non forziamoli mai. Assecondiamo i loro gusti. Quando sono piccoli, rassegniamoci a raccontare le stesse storie più volte (i bambini amano le ripetizioni, ne sono confortati), magari usando parole diverse. Sperimentiamo stili, generi e autori differenti, per aiutarli a formarsi i loro gusti. Se un libro a loro non piace, guai a insistere.

2. Gradualità. Abituiamoli a letture sempre più complesse e “autonome”, ma nel rispetto delle loro abilità, dei loro tempi e delle loro attitudini. E coinvolgiamoli nella storia, chiedendo come loro la vorrebbero far proseguire. Stimolare la creatività è una carta vincente. Lettori sì, ma anche scrittori Perché no?).

3. Librerie e biblioteche. Portateli, sin da piccoli, in luoghi come librerie e biblioteche. Qui spesso si organizzano laboratori, eventi e incontri piacevoli e interessanti anche per loro. Lasciate che familiarizzino in libertà con l’oggetto libro.

4. Leggiamo insieme. Se per loro leggere un libro da soli è ancora troppo faticoso, li si può aiutare. Leggiamo un capitolo a testa, a voce alta. Poi abituiamoli a leggere un po’ insieme e un po’ da soli, un po’ a voce alta e un po’ sottovoce. L’obiettivo finale? Leggere sì, insieme, magari seduti sul divano o anche in spiaggia. Ma ognuno il proprio libro.

5. Niente paragoni! «Io alla tua età leggevo molto più di te!» Con i nostri figli, fare paragoni è sbagliato, se non addirittura impossibile. Alla loro età, noi non avevamo cellulari, Internet, YouTube. Loro, rispetto a noi, sono più smart, connessi, social. E’ ovvio che amino (e leggano) cose molto diverse.

6. Occhio alla concorrenza. Bastano 5 minuti per un video, 10 per una chat, un’ora e mezzo per un film. La lettura di un libro richiede almeno 4-5 ore. Sul piano del tempo, il confronto non regge. Ma ha anche dei vantaggi, che possiamo raccontare ai nostri ragazzi. La lettura permette di viaggiare in Paesi anche lontani, vivere vite mai vissute, immaginare persone e situazioni come vogliamo e non come qualcun altro ha deciso per noi. Leggere rende liberi e creativi.

7. Classici sì, ma con moderazione. Il rosso e il nero di Stendhal era datato ai tempi nostri, figuriamoci adesso! Le ragazzine di oggi, abituate alle guerriere del futuro, con le piccole donne dell’Ottocento si annoiano a morte. I classici vanno bene, ma prima cerchiamo di avvicinarli alla lettura con opere più avvincenti e attuali. O leggere sarà visto come un dovere, un compito imposto dalla scuola e sarà associato per sempre a qualcosa di negativo.

8. Partiamo dal film. Un trucchetto per far capire ai nostri ragazzi che leggere è bello, può essere quello di scegliere per loro una storia da cui è stato tratto un film. E partire dal film. Coinvolti dalla storia, più facilmente vorranno poi approfondirla su carta. Gli esempi non mancano: La quinta onda e Piccoli brividi, ma anche la saga di Harry Potter, Percy Jackson, Hunger games, Twilight...

9. Una storia sì, ma vera. I ragazzi hanno fame e sete di verità. Perciò partire da vicende reali e personaggi “storici” può essere un’ottima idea. Un esempio? La vicenda di Anna Politkovskaja, che racconto nel mio Il sogno di Anna. La domanda più diffusa che mi fanno i ragazzi quando lo presento riguarda che cosa è reale e che cosa non lo è. Se avvertono un fondo di verità, sono molto più interessati.

10. Ho un hobby, dunque leggo. Un altro escamotage vincente è quello di scegliere per lui/lei libri che raccontano il suo hobby, la sua passione, il suo sport preferito. Ce n’è per tutti i gusti dal calcio dalla danza classica, dai motori alla pallavolo.

11. Libri anche “utili”. Una bella storia emozionante e vera. Ma anche un libro che dia un insegnamento, possibilmente in modo lieve e accattivante. Ho provato a farlo con Il sogno di Anna, la storia di una quindicenne che vuole fare la giornalista. E segue un corso che dà a lei (e ai lettori) tanti consigli per scrivere e comunicare meglio: quali gli ingredienti di una notizia, le fonti a cui attingere, i titoli vincenti, gli errori da evitare. E pare che funzioni. Alla piccola lettrice nella foto, e non solo a lei, è piaciuto.

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SEBASTIANO RIZZO: RIASSUNTO PUNTATE PRECEDENTI

26 Gennaio 2015, 18:42pm

Pubblicato da Lucia Tilde Ingrosso

L’ispettore di polizia milanese Sebastiano Rizzo arriva in libreria nel 2005, con il giallo La morte fa notizia (Pendragon). Grazie (e nonostante) il supporto del suo vice Maurizio De Carlo (già da allora piuttosto casinista), si trova a investigare sulla morte misteriosa di una bella stagista. Alle sue indagini ufficiali si affiancano quelle ufficiose di Alessandra (un’affascinante pierre) e Gaetano (un timido professore), fra cui alla fine sboccerà l’amore. A uccidere la sfortunata stagista si scopre essere stato un serial killer... molto particolare. Rizzo finirà per arrestarlo, senza però mai trovarsi del tutto al centro della scena.

La seconda avventura di Rizzo è A nozze col delitto (Kowalski e Feltrinelli). Qui il personaggio conquista la scena e si mostra in pieno per le sue caratteristiche, positive e negative. Fumatore, introverso, inquieto, fascinoso, avverso alla tecnologia e ai motori, runner, interista, sciupafemmine, non particolarmente interessato al cibo. Qui indaga sulla morte di un giovane avvocato, Vittorio Aldobrandi, accoltellato nel suo attico milanese alla vigilia delle nozze, mentre la futura sposa Ludovica lo aspetta in Toscana (a Cortona). La squadra investigativa comprende, oltre al già nominato Maurizio De Carlo, il pm Andrea Pellegrini (introdotto dall’editor Ferdinando Coratelli) e il medico legale Marco Intra (ispirato al vero medico legale barese Franco Introna), destinati a tornare anche negli episodi successivi. Nel corso delle indagini, Sebastiano intreccerà una relazione con la migliore amica di Ludovica, Marisa (ispirata all’amica Marisa Cau). E tuttavia non sarà in grado di dimenticare Violetta, l’amore dei suoi 20 anni, oggi una discografica di successo. Nella vicenda si accenna anche alla morte misteriosa della madre di Vittorio. Ed è proprio questa la vicenda al centro di I fantasmi non muoiono mai.

Io so tutto di lei (Kowalski e Feltrinelli) vede il già noto team investigativo indagare sulla morte di Alina Malavasi, ex starlette ormai stagionata, strangolata nel suo ascensore privato. Anche qui Rizzo si muove negli ambienti patinati della Milano bene, fra direttori di giornale, personaggi dello spettacolo, galleriste e nobildonne. Il delitto susciterà molto scalpore, il che renderà ancora più arduo indagare fra le pieghe dell’anima di persone che sembrano avere molto da nascondere. E alla fine la vicenda avrà due verità, una più amara dell’altra. Anche in questa avventura, Maurizio De Carlo combinerà un guaio. E Sebastiano intreccerà una storia d’amore; questa volta con Lalla, giornalista praticante. In parallelo con l’indagine ufficiale, ne porterà poi avanti un’altra, sulla morte di suo padre, poliziotto anche lui, ucciso in servizio quando Sebastiano era ancora un ragazzo. La ricerca si fermerà a un passo dalla meta, ma è destinata a ritornare a breve. Prende corpo la figura di Amelia Rizzo, la madre settantenne di Sebastiano, con una vita sociale molto attiva. Il romanzo si conclude con Sebastiano che compie 40 anni e riceve gli auguri di Viola, la sua ex mai dimenticata.

Nessuno, nemmeno tu (Kowalski) fa ritrovare a Sebastiano la sua ex Viola, proprio sulla scena di un delitto. A essere ucciso è Davide Leonardi, discusso manager di cantanti, con cui Viola aveva litigato poco tempo prima. E, forse, imbastito una relazione clandestina. Diviso fra le ragioni del cuore e quelle della divisa, Sebastiano si troverà lacerato. Fino al punto addirittura di sospettare Viola della morte del marito, ricco discografico, deceduto a Sanremo durante il festival vinto da Francesco Renga con la canzone Angelo.

Nel team investigativo fa il suo ingresso Roberta Gualandri, poliziotta tenace e donna ruvida, che dà (e darà) molto filo da torcere a Rizzo.

Questa volta sarà particolarmente difficile per lui mettere ordine fra indizi e sentimenti. Ma alla fine ce la farà. E la vicenda si concluderà con un matrimonio, di cui lo stesso Rizzo sarà in qualche modo protagonista. Fra lui e Viola si intuisce, nel corso di una sera a cena da mamma Amelia, la possibilità di un nuovo inizio.

I fantasmi non muoiono mai (Laurana) esce il 29 gennaio 2015.

Torna Sebastiano Rizzo con il suo vice Maurizio De Carlo, il pm Andrea Pellegrini, il medico legale Marco Intra, la collega Roberta Gualandri, la fidanzata Viola Alberici, la madre Amelia, l’amico medico Walter Naldi, il collega del Comando Ticinese Alfio Matronardi, la giornalista Lalla Donati...

Il caso: la morte, avvenuta in circostanze dubbie, di Valeria Sartor in Aldobrandi, madre di Vittorio (vedere A nozze col delitto). E se Valeria non fosse morta? E se il suo fantasma fosse tornato?

SEBASTIANO RIZZO: RIASSUNTO PUNTATE PRECEDENTI

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