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Post con #come scrivere un giallo

COME SCRIVERE UN GIALLO

13 Febbraio 2015, 11:56am

Pubblicato da Lucia Tilde Ingrosso

A quasi ogni presentazione di giallisti, la domanda scatta spontanea: “Ma come si scrive un giallo?”
Niente di più facile, a saperlo fare. A seguire, vi do qualche consiglio super pratico. Ma prima di partire, vi dico “bravi”. Scrivere un giallo, al posto un libro qualsiasi, è un’ottima scelta. Infatti, il genere di per sé dà già al lettore un motivo per leggervi: scoprire chi è l’assassino!
1. LEGGERNE TANTI. Sembra banale, ma non lo è. Leggendo (e studiando) plot gialli si possono apprendere i meccanismi che li regolano. Solo chi ama i bei gialli ne può scrivere di altrettanto belli. Fra i consigli di lettura, suggerisco la maestra indiscussa: Agatha Christie. Da copiare il modo con cui presenta i personaggi, dissemina gli indizi, getta fumo negli occhi, distanzia i colpi di scena. Fra gli italiani, per lo scavo psicologico e la qualità delle atmosfere, Renato Olivieri.
2. APPLICARE LE REGOLE. Come dice lo scrittore e sceneggiatore Sandrone Dazieri «Chi si accosta a un genere per la prima volta, deve attenersi alle regole di quel genere. Solo in un secondo tempo, acquisita sicurezza, può permettersi di innovare e derogare».
3. PERSONAGGI: QUALI E QUANTI. Non troppo pochi, sennò l’assassino salta più facilmente all’occhio. Non troppo numerosi, sennò il lettore si perde. Se sono tanti, utile un loro elenco all’inizio (senza svelare troppo). Utile anche caratterizzarli in modo deciso, dal punto di vista fisico e caratteriale. No a nomi e aspetti troppo simili (a meno che non sia funzionale alla storia).
4. DELITTO: PRIMA O POI. La maestra Agatha Christie, in genere, faceva accadere il fattaccio mai prima di pagina 30. Gli autori di thriller americani lo piazzano a pagina 1. Nel primo caso, si ha la possibilità di presentare meglio personaggi e ambienti. Nel secondo, si aggancia subito l’attenzione del lettore.
5. QUALE DETECTIVE. Poliziotto, carabiniere, pm, medico legale: scontato? Sì, ma anche comodo. Un inquirente ha accesso alle prove, possiede competenze tecniche e sa come muoversi. Se a indagare è uno scrittore, un cuoco o una casalinga in teoria il giallo ha più pepe. Ma siamo credibili? Pensiamo a Jessica Fletcher, la Signora in giallo: non è un po’ strano che le persone le muoiano intorno come le mosche?
6. STRUTTURA, MEGLIO SE CINEMATOGRAFICA. Oggi un libro di intrattenimento si scrive come si scrive un film. Narrazione per immagini. No tempi morti. Colpi di scena a ripetizione. La struttura vuole una breve intro (in cui presentare l’eroe), svolgimento della trama punteggiato da continui motivi di interesse (omicidi, confessioni, fughe...), risoluzione dell’enigma e finalino.
7. INDIZI: QUALI E QUANTI. Il giallo riuscito è quello in cui il lettore, arrivato alla fine, dice: “Non ho trovato l’assassino, ma avrei potuto”. Fondamentale che chi legge abbia gli stessi elementi di chi indaga. Fondamentale anche, confondere un po’ le carte. Si può giocare sull’equivoco, su ciò che non è quello che appare, su false testimonianze di persone in buona fede, su indizi ambigui (specchi, somiglianze, pregiudizi fallaci...).
8. PARTIRE DALLA FINE. Un giallo si inizia a scrivere ben sapendo tre cose: chi è la vittima, chi è l’assassino e perché ha agito. Tutto il resto sono dettagli. Già dalla prima riga dobbiamo avere in mente quale sarà l’ultima, perché è quella che “ci chiama”.
9. SERIALITA’ O NO? Il successo di tante saghe gialle, quella di Montalbano a firma Camilleri in primis, è data dalla forza del protagonista. Alla fine, sono molti i lettori che mettono il plot giallo in secondo piano e si affezionano al detective. Ecco perché in parallelo con la narrazione verticale (quello al centro di ogni singolo libro) è importante curare la narrazione orizzontale, quella che riguarda le vicende (personali, professionali e amorose) del protagonista. I miei romanzi sono fruibili singolarmente, anche da chi non ha mai letto nulla di mio. Certo, chi già conosce Rizzo si appassiona anche alla sua storia d’amore con Viola e ai battibecchi con “il buon De Carlo”.
10. DOVE TROVO L’ISPIRAZIONE. Cronaca nera, vita vissuta, conversazioni in autobus, casi irrisolti del passato (cold case)... Uno scrittore usa tutto quello che gli capita sottomano. Poi lo rielabora con l’aiuto della fantasia (qualità indispensabile). Magicamente, tutto questo materiale si trasforma in qualcosa di nuovo e originale. Ulteriori utili consigli nei libri: Come scrivere un bestseller giallo e vivere ricchi e felici (Renato Di Lorenzo), Giallo antico. Come si scrive un poliziesco storico (Danila Comastri Montanari) e Come si scrive un giallo. Teoria e pratica della suspense (Patricia Highsmith).
11. COMINCIO CON UN RACCONTO. Volete mettervi alla prova? Partite da uno spunto qualsiasi (il borseggio della vicina, la sparizione di Majorana, l’ultima puntata di Csi Miami) e provate a costruire una piccola trama gialla, che abbia un inizio, uno svolgimento e una risoluzione. Caratterizzate 3-4 personaggi. Inventatevi un colpo di scena. Ah, scrivere un racconto è molto più difficile: le regole sono le stesse, ma il tutto è concentrato in poche pagine. Quindi, se ce l’avete fatta, le premesse sono ottime. Buona scrittura!

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