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OK, IL CV E' GIUSTO

27 Novembre 2013, 14:27pm

Pubblicato da Lucia Tilde Ingrosso

Sintetico, corretto, brillante, convincente. Pochi ma precisi i requisiti del curriculum vincente. Ora più che mai arma fondamentale per trovare un'opportunità, in un mondo del lavoro super competitivo.

Come autrice di "Curriculì curriculà" (io sono Assunta Di Fresco, l'identità di Enza Consul è invece destinata a rimanere segreta) parlerò dei segreti del cv ideale lunedì 2 dicembre alle 10 e 30 su Radio Capital.

Stay tuned.

OK, IL CV E' GIUSTO

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Pomeriggio su un taxi (letterario)

25 Novembre 2013, 14:24pm

Pubblicato da Lucia Tilde Ingrosso

Prendi un luminoso pomeriggio domenicale di novembre. Prendi un tassista simpatico che conosce la città come le sue tasche e ha il profilo di Amadeus. Prendi Sofia Corben di Psicotaxi. Prendi l’occasione di Bookcity.

Ed eccomi qui, su Italia 91 (sì, Giuliano Pavone, quella era Italia 90, ma questa è un’altra storia). A zonzo per la città. Con tre libri (101 cose da fare in Lombardia, A nozze col delitto e 101 cose da fare in gravidanza e prima di diventare genitori), la lingua sciolta e tutta l’impazienza di arringare i clienti con un reading su misura.

Va detto che di presentazioni dei miei libri ne ho fatte tante. Davanti a 200 persone come a 5. In librerie, biblioteche, caffè letterari. Ma anche in posti più strani, come una gelateria di via Lorenteggio. E il carcere di san Vittore. Perciò mi piace pensare che nulla mi spaventa.

Ma sul taxi c’è il brivido dell’imprevisto. E, soprattutto, chi sale ha più esigenze di spostamento che di arricchimento.

Con la prima corsa, non siamo fortunati. Si tratta di una giovane coppia tedesca. Impensabile tradurre i miei scritti all’impronta. Così chiacchieriamo un po’ in inglese. Racconto l’iniziativa. Chiedo se stanno apprezzando Milano. Annuiscono con foga. «Il gelato è buonissimo» assicurano. Sono soddisfazioni (sia detto in senso ironico).

La corsa successiva monopolizza mezzo pomeriggio. Si tratta di una signora non più giovane, con occhi bellissimi e tormentati. Esce dalla visita oculistica, cerca una farmacia, non legge (prega molto, però). Rifiuta garbatamente il reading, ma ci racconta la sua vita («Materia per un libro»afferma, con eccessivo ottimismo).

In seguito, in piazzale Medaglie d’Oro, Roberto prende al volo una chiamata. Sale una signora elegante, che ascolta con interesse il mio reading. A lei dedico il punto di 101 Lombardia su Milano vista dall’alto: il Duomo, la Torre Branca... Lei mi parla di quello che vedeva dal superattico in cui viveva prima, che è anche diventato il set di un film. Ci confrontiamo su com’è cambiata Milano. «Negli anni Sessanta, la città era nera, per l’inquinamento. Però c’era un fervore, una speranza nel futuro, tutto sembrava possibile...».

Il cliente successivo è un manager cinese, cordiale e curioso. Anche a lui racconto l’iniziativa. Anche con lui scambio qualche chiacchiera in inglese. Gli chiedo che cosa pensano in Cina di noi italiani. «La storia e l’arte non si toccano, ma nel business... Parlate tanto, ma poi...» Scende all’hotel Michelangelo.

Ormai è calata la sera.

«Facciamo l’ultima corsa e poi a casa» ci diciamo con Roberto, fermi davanti alla stazione Centrale. Ed è a quel punto che, quando tutto sembrava perduto, salgono loro. Il mio target ideale.

Marito e moglie, giovanili, con una busta piena di libri. Dopo un momento di diffidenza, accolgono con entusiasmo l’idea del reading. Ma anziché leggere, capisco che è meglio chiacchierare. E le loro domande fioccano: da dove nasce l’ispirazione, come si tratteggia un personaggio, perché scrivo libri gialli... Mentre l’auto corre, si conversa piacevolmente di Roma, Milano, Renato Olivieri, Agatha Christie. A un certo punto, racconto di quella volta in cui vidi che, al balcone della casa in cui immagino viva il protagonista dei miei gialli (l’ispettore interista Sebastiano Rizzo), sventolava proprio una bandiera dell’Inter.

Allora il lui della coppia mi fa una domanda che mi sorprende: «Ma il suo ispettore sarebbe tipo da esporre la bandiera?»

Ci penso un attimo. «Forse no. Ma, come dice Carlo Lucarelli, un personaggio veramente riuscito è quello che fa qualcosa che sorprende il suo autore per primo».

E’ il colpo del KO finale: ormai ce li ho in pugno. Sono così entusiasti che chiedono a Roberto di fermarsi in libreria per acquistare un mio giallo e farselo dedicare in diretta. E a lui lasciano anche la mancia.

Insomma, questo strano pomeriggio si chiude in bellezza. Con tanti spunti, incontri, il piacere di vedere la città da un punto di vista inusuale. E due lettori in più!

Pomeriggio su un taxi (letterario)

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LUCIA SUL TAXI

22 Novembre 2013, 18:54pm

Pubblicato da Lucia Tilde Ingrosso

Ho un'amica. E' una tassista e una scrittrice. Oltre a tante altre cose. Qualcuno la conosce come Sofia Corben. Ha un blog (www.psicotaxi.it) e ha appena pubblicato un libro noir (Psicotaxi, Unicopli).

Grazie a una sua idea geniale (scrittori ospitati sul taxi per reading omaggio ai passeggeri) partecipa a Bookcity, mega evento milanese dal 22 al 24 novembre.

Domenica 24, dalle 15 alle 17 io sarò ospite sul taxi di Roberto per raccontare le mie trame gialle e i luoghi più incantevoli della città, a chi vorrà ascoltarmi.

Vi aspetto!

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In libreria con Elda Lanza e Daria Bignardi

22 Novembre 2013, 18:47pm

Pubblicato da Lucia Tilde Ingrosso

Ci sono momenti speciali. Occasioni uniche, che sai di non poterti perdere, anche se la giornata è uggiosa e la libreria Trovalibri dall'altra parte di Milano.

Arrivo un po' affaticata, fra camminate sotto l'acqua, metrò e tram. Poi entro e, oltre ai libri, trovo lei. Fresca come una rosa. Quasi un'apparizione. Sia chiaro: Elda Lanza è molto più bella dal vivo. Non è giovanile, è proprio giovane. Dirò di più: moderna. E spiegherò più avanti perché.

Prima presentatrice della tv, per vent'anni in Rai, giornalista, titolare di un'agenzia di comunicazione, cuoca provetta, moglie innamorata, madre e nonna. E ora scrittrice di successo, giunta al secondo giallo della serie Max Gilardi (ma ha appena consegnato il terzo e il quarto lo ha già in testa).

Di fianco a lei, semplice e carina come la ragazza della porta accanto, c'è Daria Bignardi. Addirittura. Che la intervista con garbato brio. E quando Elda protesta ("Ma fai parlare solo me!") lei replica: "E' la mia specialità..."

Molte le presenze eccellenti, dal gotha della casa editrice a un signore della moda come Beppe Modenese. E poi c'è il marito di Elda che alla precisa domanda "E' vero che lei è una rompiscatole?" risponde svicolando "Devo essere spiritoso, sincero o diplomatico?"

Non svicolano invece le sue "vecchie" impiegate dell'agenzia di comunicazione, quando affermano: "Era una specie di capa alla Il diavolo veste Prada. Ma più buona".

Fra i presenti, anche un assente: Mariano Sabatini. Scrittore, gironalista, autore tv. Ma soprattutto sponsor attivo e generoso delle persone in cui crede e a cui vuole bene. Mariano si è dato da fare per trovare un editore a Elda (e che editore...). E la prima citazione di Daria è proprio per lui.

L'incontro scorre via veloce, in un vivace botta e risposta. Scopriamo così che Elda ha avuto un'infanzia e un'adolescenza difficili, ma ha saputo tirarsi fuori. "Merito del mio carattere. Ho preso in mano la mia vita con spirito positivo. I momenti più nebbiosi li ho sciolti in un sorriso. Il segreto? Essere grati di quello che si ha".

Gli studi a Parigi, con Sartre come professore e il folgorante incontro con Simone de Beauvoir. L'amore precoce con il marito, il figlio che crede erroneamente di aver ispirato il protagonista dei suoi libri e gli amici ("L'amicizia è un bene essenziale").

Quindi la carriera di giornalista (il suo direttore a Grazia era il grande scrittore Renato Olivieri, ma è un caso se lei, tanti anni dopo, lo ha seguito sulla strada del giallo), l'arrivo in Rai (14 provini), il cambiamento quando era stufa.

Del libro (Il matto affogato, editore Salani) ci racconta protagonista ("Sì, Max Gilardiè ispirato a me") e ambientazione ("Una Napoli inventata, io non ci andavo da 30 anni"). La trama è avvincente e molti dei presenti auspicano di vederla presto trasposta per la tv.

Moderna, dicevo. Nel dichiarare la sua età (89, ma deve esserci un errore). Nel rifiutare per ben due volte un contratto in Rai ("Ancora me ne pento: adesso avrei una pensione d'oro") e di condurre il Festival di Sanremo. Nel cambiare lavoro quando gli stimoli erano finiti. Nell'avviare, donna negli anni Settanta, un'agenzia di comunicazione.

E nell'inventarsi, oggi, una nuova vita e una nuova carriera.

Brava Elda, davvero!

Concludo con una sua bella testimonianza che ieri ci ha scaldato il cuore: "Dopo la guerra, la situazione era molto peggio di adesso. Ma noi non aspettavamo. Non dicevamo "speriamo". Noi facevamo. Ricordo che spostavamo le macerie dalle strade, per far passare le macchine...".

Coraggio, rimbocchiamoci le maniche anche noi. Non vorremmo mica essere da meno, no?

In libreria con Elda Lanza e Daria Bignardi

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