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DIVORARE MILANO. UN ROMANZO AI TEMPI DELL'EXPO

10 Aprile 2015, 09:30am

Pubblicato da Lucia Tilde Ingrosso

DIVORARE MILANO. UN ROMANZO AI TEMPI DELL'EXPO

“Lo Zar di tutte le Russie evita di avvicinarsi al gruppetto di cinquantacinquenni surriscaldate e si limita a slacciarsi la cravatta per far passare un po’ d’aria attraverso il colletto. Ha rinunciato al dolcevita nero soltanto perché l’Italia è la terra del sole e del caldo e poi ormai lo sa che in Occidente la cravatta, la camicia, quelle robe lì, hanno ancora un valore simbolico che guai a metterlo in dubbio. Il suo sguardo da rettile passa da un volto all’altro con scatti di una precisione digitale, simili a movimenti regolati da un encoder. Che cosa ci è venuto a fare, in fondo?”

IL LIBRO

Quattro autori di casa Laurana si incontrano e si sfidano. L’uno contro l’altro? No, uniti nel centrare un obiettivo: scrivere un romanzo a otto mani che sia insieme il precipitato di un’amicizia ma anche un’opera vera e propria pronta a essere amata dai lettori. In più si caricano di un altro rischio: narrare tenendo sullo sfondo Expo, un grande evento che da solo genera narrazioni incomparabili, potenzialmente più grandi di ogni invenzione. E attraverso la lente di Expo, guardare a quello che davvero conta e sta a cuore: la Milano dei nostri giorni.

Ecco che arriva quindi l’idea: i potenti del mondo, per reggerne le sorti, hanno bisogno di tanto in tanto di vedersi tutti insieme in gran segreto. Mentre sulla scena pubblica si scontrano senza sosta, sotto sotto sono tutti d’accordo per indirizzare il nostro futuro. Ma come fanno Obama e Papa Francesco, Zuckeberg e Bono Vox, la Merkel, Putin e gli altri a incontrarsi lontano da occhi indiscreti? Se sparissero tutti lo stesso giorno, la gente se ne accorgerebbe. Per questo usano come paravento i grandi eventi a cui sono costretti a presenziare.

È così che il 2 maggio 2015, dopo l’inaugurazione di Expo, i potenti del mondo sono a Milano e si infilano nella stazione Repubblica della metro per confabulare. E andrebbe tutto bene, se non fosse che l’impianto di condizionamento della stanzetta segreta va a pallino e si trovano costretti a risalire in superficie.

Inizia così una lunghissima giornata che intreccia i destini di gente quasi comune – un novantenne in fuga dall’ospizio e una disoccupata in cerca di lavoro, uno che deve prendere casa e un romantico alcolista – ai potenti del mondo in libera uscita...

Perché vale la pena di leggere Divorare Milano? Perché è un romanzo di storie. Pieno di fughe eccentriche dalla vicenda principale, ma che non si dimentica mai di raccontarla.

Perché si tratta di un romanzo divertito e divertente, dove tra molti giochi e scherzi si cerca di dire anche qualche verità. Non certo su Expo, ma sul modo di vivere dentro una città come Milano.Perché – alla stessa maniera di un Best of – raccoglie quattro autori che in modo diverso, ma ugualmente importante, fanno parte della vita e del progetto culturale di Laurana Editore.

GLI AUTORI

Gabriele Dadati ha pubblicato con Laurana Piccolo testamento (2011), presentato al Premio Strega da Gherardo Colombo e da Romano Montroni.

Marco Drago dirige la collana digitale Laurana Reloaded, in cui ripubblica la narrativa italiana migliore dagli anni Novanta a oggi arricchita da inediti.

Lucia Tilde Ingrosso è la creatrice dell’ispettore Sebastiano Rizzo, la cui nuova avventura è raccontata in I fantasmi non muoiono mai (Laurana, 2015).

Pierfrancesco Majorino è diventato autore del catalogo Laurana con il suo ultimo romanzo, Maledetto amore mio (2014).

COME COMINCIA

Poi le lamentele si accumulano. Dal primo sbuffo al primo sventolare di dépliant, in un attimo si è quasi alla rivolta totale. Il personale della sicurezza è nervoso. Sono tutti maschi abbastanza simili ad armadi a due ante. Tendenti a un immobilismo che un neurologo troverebbe preoccupante ma che invece è semplicemente una delle abilità che gli armadi devono possedere per svolgere il loro lavoro. Muovono soltanto gli occhi. Si cercano, con quegli occhi. Anche quelli che indossano occhiali neri. Per il resto, nulla. Fermi piantati a terra, le mani incrociate all’altezza degli inguini, le gambe appena appena divaricate. Si cercano con gli occhi ed è come se si chiedessero l’un l’altro “e adesso che cosa diavolo facciamo?” Ma niente. Restano lì a recitare la poco invidiabile parte degli armadi a due ante.

L’aria condizionata. Rotta da buttare o soltanto poco efficace? Nessuno può dirlo: l’aria condizionata è responsabilità di qualcuno che è difficile da individuare.

Un armadio più armadio degli altri sembra intenzionato a prendere sulle sue spalle la situazione e con un gesto della mano riesce a far tornare la calma. Esce dalla sala seguito dallo sguardo di tutti i potenti presenti, come una rappresentazione antropomorfa della Speranza.

Segue un attimo di calma apparente. Una specie di rilassamento, di stasi benevola.

Gabriele Dadati, Marco Drago, Lucia Tilde Ingrosso, Pierfrancesco Majorino

Divorare Milano. Un romanzo ai tempi dell’Expo

pp. 160, euro 14,00 collana: Rimmel

data di uscita: 16 aprile

presentazione: 14 aprile

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