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Pomeriggio su un taxi (letterario)

25 Novembre 2013, 14:24pm

Pubblicato da Lucia Tilde Ingrosso

Prendi un luminoso pomeriggio domenicale di novembre. Prendi un tassista simpatico che conosce la città come le sue tasche e ha il profilo di Amadeus. Prendi Sofia Corben di Psicotaxi. Prendi l’occasione di Bookcity.

Ed eccomi qui, su Italia 91 (sì, Giuliano Pavone, quella era Italia 90, ma questa è un’altra storia). A zonzo per la città. Con tre libri (101 cose da fare in Lombardia, A nozze col delitto e 101 cose da fare in gravidanza e prima di diventare genitori), la lingua sciolta e tutta l’impazienza di arringare i clienti con un reading su misura.

Va detto che di presentazioni dei miei libri ne ho fatte tante. Davanti a 200 persone come a 5. In librerie, biblioteche, caffè letterari. Ma anche in posti più strani, come una gelateria di via Lorenteggio. E il carcere di san Vittore. Perciò mi piace pensare che nulla mi spaventa.

Ma sul taxi c’è il brivido dell’imprevisto. E, soprattutto, chi sale ha più esigenze di spostamento che di arricchimento.

Con la prima corsa, non siamo fortunati. Si tratta di una giovane coppia tedesca. Impensabile tradurre i miei scritti all’impronta. Così chiacchieriamo un po’ in inglese. Racconto l’iniziativa. Chiedo se stanno apprezzando Milano. Annuiscono con foga. «Il gelato è buonissimo» assicurano. Sono soddisfazioni (sia detto in senso ironico).

La corsa successiva monopolizza mezzo pomeriggio. Si tratta di una signora non più giovane, con occhi bellissimi e tormentati. Esce dalla visita oculistica, cerca una farmacia, non legge (prega molto, però). Rifiuta garbatamente il reading, ma ci racconta la sua vita («Materia per un libro»afferma, con eccessivo ottimismo).

In seguito, in piazzale Medaglie d’Oro, Roberto prende al volo una chiamata. Sale una signora elegante, che ascolta con interesse il mio reading. A lei dedico il punto di 101 Lombardia su Milano vista dall’alto: il Duomo, la Torre Branca... Lei mi parla di quello che vedeva dal superattico in cui viveva prima, che è anche diventato il set di un film. Ci confrontiamo su com’è cambiata Milano. «Negli anni Sessanta, la città era nera, per l’inquinamento. Però c’era un fervore, una speranza nel futuro, tutto sembrava possibile...».

Il cliente successivo è un manager cinese, cordiale e curioso. Anche a lui racconto l’iniziativa. Anche con lui scambio qualche chiacchiera in inglese. Gli chiedo che cosa pensano in Cina di noi italiani. «La storia e l’arte non si toccano, ma nel business... Parlate tanto, ma poi...» Scende all’hotel Michelangelo.

Ormai è calata la sera.

«Facciamo l’ultima corsa e poi a casa» ci diciamo con Roberto, fermi davanti alla stazione Centrale. Ed è a quel punto che, quando tutto sembrava perduto, salgono loro. Il mio target ideale.

Marito e moglie, giovanili, con una busta piena di libri. Dopo un momento di diffidenza, accolgono con entusiasmo l’idea del reading. Ma anziché leggere, capisco che è meglio chiacchierare. E le loro domande fioccano: da dove nasce l’ispirazione, come si tratteggia un personaggio, perché scrivo libri gialli... Mentre l’auto corre, si conversa piacevolmente di Roma, Milano, Renato Olivieri, Agatha Christie. A un certo punto, racconto di quella volta in cui vidi che, al balcone della casa in cui immagino viva il protagonista dei miei gialli (l’ispettore interista Sebastiano Rizzo), sventolava proprio una bandiera dell’Inter.

Allora il lui della coppia mi fa una domanda che mi sorprende: «Ma il suo ispettore sarebbe tipo da esporre la bandiera?»

Ci penso un attimo. «Forse no. Ma, come dice Carlo Lucarelli, un personaggio veramente riuscito è quello che fa qualcosa che sorprende il suo autore per primo».

E’ il colpo del KO finale: ormai ce li ho in pugno. Sono così entusiasti che chiedono a Roberto di fermarsi in libreria per acquistare un mio giallo e farselo dedicare in diretta. E a lui lasciano anche la mancia.

Insomma, questo strano pomeriggio si chiude in bellezza. Con tanti spunti, incontri, il piacere di vedere la città da un punto di vista inusuale. E due lettori in più!

Pomeriggio su un taxi (letterario)

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